Dai dati stimati dall’Istat emerge che ad aprile rispetto a marzo le vendite al dettaglio subiscono una diminuzione del 10,5% in valore e dell’11,4% in volume.

Come per il mese precedente, a determinare il forte calo sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 24,0% in valore e del 24,5% in volume, mentre quelle dei beni alimentari aumentano in valore (+0,6%) e sono in diminuzione in volume (-0,4%). Su base tendenziale, invece, nel mese si registra una diminuzione delle vendite del 26,3% in valore e del 28,1% in volume. Se ad aprile si osserva un’ulteriore diminuzione congiunturale delle vendite di beni non alimentari (-24,0%) dovuta alla chiusura di molte attività a causa dell’emergenza sanitaria, il commercio elettronico è l’unica forma di vendita in crescita, che mostra un’accelerazione

anche nel trimestre febbraio-aprile, che fa segnare un aumento del +27,1%.

Calzature, articoli in cuoio e da viaggio scendono del 90,6%

E sono ancora le vendite dei beni non alimentari, evidenzia l’istituto di statistica, a calare sensibilmente (-52,2% in valore e -52,5% in volume), mentre crescono quelle dei beni alimentari (+6,1% in valore e +2,9% in volume). Più in dettaglio, si registrano variazioni tendenziali negative per tutti i gruppi di prodotti. Le diminuzioni maggiori riguardano però calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-90,6%), mobili, articoli tessili e arredamento (-83,6%), abbigliamento e pellicceria (-83,4%) e giochi, giocattoli, sport e campeggio (-82,5%), mentre il calo minore si registra per i prodotti farmaceutici (-3,5%).

Diminuzione anche a livello trimestrale

Rispetto ad aprile 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 16,4% per la grande distribuzione e del 37,1% per le imprese operanti su piccole superfici, e le vendite al di fuori dei negozi calano del 45,2%.

Nel trimestre febbraio-aprile 2020, continua l’istituto di statistica, le vendite al dettaglio registrano un calo del 15,8% in valore e del 16,6% in volume rispetto al trimestre precedente. Diminuiscono le vendite dei beni non alimentari (-29,9% in valore e -30,1% in volume), mentre le vendite dei beni alimentari mostrano variazioni positive (rispettivamente +3,1% in valore e +2,4% in volume), riporta Adnkronos.

Su base annua crescono la Gdo e i piccoli esercizi

Su base annua però le vendite del comparto alimentare crescono sia nella grande distribuzione (+6,9%), sia nelle imprese operanti su piccole superfici (+11,2%), mentre le vendite dei beni non alimentari diminuiscono in misura consistente (rispettivamente -62,2% e -51,5%). Nella grande distribuzione cresce il divario tra gli esercizi specializzati (-76,8%), maggiormente colpiti dalla chiusura imposta dalle misure di isolamento, e gli esercizi non specializzati (-1,5%), rimasti per lo più aperti.