Fino alla fine del 2020 le agevolazioni fiscali in caso di cambio immobile rientrano nella sospensione degli adempimenti disposta dalla normativa sull’emergenza Covid. Buone notizie quindi per chi ha acquistato una prima casa e non vuole perdere il bonus: sono stati prorogati i termini per il riacquisto di una “seconda prima casa” entro un anno dalla vendita dell’immobile che ha fruito delle condizioni agevolate. In pratica, se la prima casa viene ceduta nei primi cinque anni dalla data di acquisto scatta la decadenza dai benefici, a meno che non si ricompri, appunto entro un anno dalla rivendita, un’altro immobile, purché anch’esso dotato dei requisiti prima casa. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, stabilendo che la sospensione consente di posticipare la vendita del precedente immobile, o il riacquisto del successivo, al 2021 senza perdere le agevolazioni.

Le agevolazioni per l’acquisto

L’acquisto della prima casa, da destinare ad abitazione principale, gode di particolari agevolazioni dal punto di vista fiscale, riporta Adnkronos. Grazie all’abbattimento delle imposte si ottiene infatti un bonus di importo notevole, che consente di risparmiare migliaia di euro. Per chi acquista da un privato o da un’impresa in esenzione Iva, l’imposta di registro è stabilita al 2% (anziché all’ordinario 9%) e le imposte ipotecarie e catastali sono fissate a 50 euro ciascuna anziché proporzionali al valore. Se invece si acquista da un costruttore l’Iva è del 4% invece del normale 10% e le imposte di registro e ipocatastali sono pari a 200 euro ciascuna.

I requisiti per avere il bonus

L’immobile non deve essere di lusso e deve trovarsi nel Comune dove l’acquirente ha già la propria residenza, oppure la fisserà entro i 18 mesi successivi all’acquisto. Inoltre, l’acquirente non deve possedere altri immobili in Italia per i quali ha già ottenuto in passato le agevolazioni prima casa.

Ma esiste una possibilità per eludere questa condizione: le agevolazioni sono nuovamente ammesse quando si vende la prima casa che ne aveva già beneficiato entro il termine di un anno dall’avvenuto acquisto della nuova. Vale sempre il requisito della fissazione della propria residenza in questa nuova abitazione.

La decadenza dalle agevolazioni

Una volta ottenute le agevolazioni, se i requisiti vengono meno l’Agenzia delle Entrate constaterà la decadenza dai benefici ottenuti e recupererà le imposte dovute applicando una sanzione pari al 30% sulla differenza tra quanto pagato con le agevolazioni e quanto calcolato in base al regime di tassazione ordinario sulle compravendite immobiliari. C’è poi il caso di chi acquista un nuovo immobile adibito a sua nuova prima casa senza vendere entro un anno quello precedente che aveva già beneficiato delle agevolazioni: anche per lui scatterà la decadenza. Ed è proprio questo il caso su cui incide la nuova normativa emergenziale, oggetto dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate. Con il Decreto Liquidità i termini sono stati sospesi nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020. Durante questo periodo, pertanto, essi non decorrono e riprenderanno a partire dal 1° gennaio 2021.