In occasione del recente evento Smart & Well press il Palazzo delle Stelline di Milano, Doxa ha presentato i risultati dell’indagine su Smart Working, Welfare Aziendale e Change Management. E scopre che 9 aziende su 10 prevedono iniziative a favore del benessere dei propri dipendenti. A dirlo non sono le aziende, ma impiegati, quadri e dirigenti che confermano la presenza in azienda di strutture e facility, come bar, cucina/mensa, aree relax/svago, asilo nido, biblioteca/sala lettura e persino palestra. Ma anche iniziative extra lavorative, assistenza ai familiari e servizi per i figli.

Per le aziende il well-being dei propri dipendenti è una priorità

“È evidente che qualcosa sta cambiando – spiega Massimo Sumberesi, BU Director Doxa e responsabile della ricerca Smart & Well -. Per un numero crescente di aziende il well-being dei propri dipendenti è diventato una priorità, non solo perché è cosa buona e giusta, ma perché ne derivano ricadute tangibili per lo sviluppo del business”.

La flessibilità desta entusiasmi, ma anche qualche preoccupazione

La flessibilità, intesa come possibilità di lavorare per obiettivi, lavorare da casa, oppure optare per la prima scrivania libera che si trova in ufficio, desta entusiasmi, ma ancora qualche preoccupazione. L’indagine Doxa ha individuato 4 cluster attitudinali rispetto a flessibilità, lavoro agile e smart office. Sebbene ci sia ancora una quota di dubbiosi (47%) e di resistenti al cambiamento tout court (13%), aumentano i white collar che sposano le nuove forme organizzative e un diverso modo di lavorare, suddivisi tra favorevoli (21%), e decisamente convinti (19%). Insomma, le novità piacciono in teoria, ma forse esiste ancora qualche dubbio sulla reale applicabilità.

Un focus sul presente del lavoro in Italia

Qual è l’attuale condizione dei lavoratori italiani in termini di trasferimenti casa-lavoro, orari e tempi di lavoro, postazioni, dotazione tecnologica e organizzazione stessa del lavoro? L’indagine Smart & Well di Doxa mostra che per gli spostamenti nell’81% dei casi si utilizzano mezzi privati, che solo il 13% del campione lavora part time e tra chi lavora a tempo pieno quasi il 40% si ferma regolarmente in ufficio oltre 8 ore.

Per 1 intervistato su 3, poi, portarsi del lavoro a casa non è affatto un tabù. Inoltre, se oggi si lavora all’interno di open space piuttosto che in uffici singoli, si tende a lavorare ancora poco in team: il 54% dichiara di svolgere le proprie mansioni da solo. Si condividono gli spazi, quindi, ma a quanto pare non basta per incentivare la collaborazione.