Le prossime versioni di Firefox, il browser di Mozilla, la comunità di software open source, elimineranno i tracker, ovvero i software che consentono il tracciamento degli utenti da un sito all’altro. Il motivo non è solo la privacy, ma anche il rallentamento della navigazione.

“Il tracciamento rallenta il web – dichiara Mozilla in post sul suo blog ufficiale -. Uno studio di Ghostery dimostra che il 55,4% del tempo necessario a caricare un normale sito web viene passato a caricare tracker di terze parti”.

La mossa di Firefox, che comporterà una serie di aggiornamenti nel corso dei prossimi mesi, è uno degli approcci più proattivi mai utilizzati per proteggere la privacy dei consumatori.

Cos’è il tracking?

“Alcuni degli effetti negativi del monitoraggio non controllato sono facili da notare, vale a dire pubblicità mirata e stranamente specifica e una perdita di prestazioni sul web – si legge nel blog -. Tuttavia, molti dei danni della raccolta dei dati non controllata sono completamente sconosciuti agli utenti e persino agli esperti”.

Il tracking dei visitatori da parte dei siti si traduce nel seguire un utente mentre naviga da un sito all’altro, operazione che permette di creare un profilo abbastanza attendibile dei gusti della vittima.

 

Partono i test sui filtri anti-tracking

A breve Mozilla farà partire alcuni test che riguardano i filtri anti-tracking, e che saranno pre-impostati sul browser. Il primo filtro in sperimentazione blocca i tracker che rallentano il caricamento delle pagine: se il test andrà bene verrà implementata sulla prossima versione di Firefox, la numero 63. In seguito bloccherà i cookie e l’accesso allo storage dai contenuti di tracciamento di terze parti. Un’azione che Firefox testerà con gli utenti beta prima di implementarlo in Firefox 65, riportano fonti attendibili come Ansa e Fastweb.

Il terzo approccio sarà quello di bloccare di default pratiche più difficili da rilevare, come il fingerprinting, che rileva il tipo di dispositivo usato da un utente, e script di crittografia, che sfruttano la potenza di calcolo in eccesso per generare segretamente valuta digitale.

Mozilla versus l’industria della pubblicità sul web

Questa non è la prima volta che Mozilla si oppone all’industria della pubblicità sul web. Nel corso degli anni ha implementato funzionalità progettate per promuovere la privacy dei consumatori, e ridurre le pratiche considerate dannose per l’open Web. Nel 2004 Firefox aveva bloccato gli annunci pop-up nella sua prima versione pubblica, e a partire dal 2015, ha messo in atto il blocco massivo di annunci e tracker in modalità di navigazione privata.

All’inizio di quest’anno, inoltre, in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica, ha rilasciato uno strumento per impedire a Facebook di monitorare il comportamento online. E ancora più di recente ha dato agli utenti il controllo delle notifiche di pop-up web.