E chi l’avrebbe mai detto? In un mercato del lavoro sempre più asfittico e difficile, a un occhio poco attento il settore dei parrucchieri sembrerebbe esente dalla crisi. Eppure, non è così. Anzi. Solo un esercizio su 10 in Italia ottiene buoni margini e “vive bene”, tre negozi tirano a campare e addirittura sei parrucchieri su 10 si vedono costretti a chiudere.

Parrucchieri e barbieri, quando non basta un taglio

Sono 102.841 le imprese italiane di parrucchieri e barbieri registrate a fine novembre 2017 contro 102.509 del 2016 (+0,3%) e 103.092 del 2012 (0,2%). Le cifre del comparto sono emerse da uno studio dell’osservatorio degli ‘Imprenditori della Bellezza’ presentato da CNA Confederazione Nazionale Artigiani. I dati, elaborati dalla Camera di commercio di Milano sui dati nazionali del registro imprese al terzo trimestre 2017, rivelano una situazione di forte stagnazione, con punte negative in Liguria (-1,5% rispetto al 2016) e Campania (-1,4%) e aspetti invece positivi in Lazio (+2,5%) e Trentino Alto Adige (+1,6%).

L’abusivismo dilagante il vero problema

“Ciò che non emerge dai numeri, ma che ha un peso determinante sulla crescita del settore è il dilagare dell’abusivismo. Si conta che ci sia almeno un operatore abusivo per ogni acconciatore regolare. Considerando che i passaggi annui medi in salone sono passati dai 10 del 2007 ai 5 del 2016, la situazione degli acconciatori irregolari aggrava una situazione già di per sé difficile. CNA è in prima linea con azioni e proposte per arginare il fenomeno e rispondere alle mutazioni di mercato, tra il cosiddetto ‘affitto di poltrona’ ovvero la possibilità di collaborazione tra imprese nello stesso locale. Stiamo inoltre chiedendo un’aliquota IVA agevolata al 10 %. In Europa già esiste questa previsione: in alcuni Paesi come Francia, Spagna e Olanda questo ha creato fatturato ed occupazione ed emersione del sommerso” spiega Antonio Stocchi, Presidente Nazionale CNA Benessere e Sanità.

Vincono specializzazione e imprenditorialità

Tuttavia, gli imprenditori di successo anche in questo settore così messo a dura prova non mancano di certo. Le chiavi per emergere, e per far fruttare la propria attività, sono sempre le stesse, anche nell’apparente mondo dorato dell’hair styling. Le direttrici per vincere la competizione sono alta specializzazione da un lato, ovvero la capacità di creare un proprio stile creativo e una propria firma, e lo sviluppo imprenditoriale dall’altro. Insomma, anche tra shampoo, tagli, colorazioni, barba e messa in piega, chi si ferma è perduto.